Sunday, 1 March 2026

SOCRATE

SOCRATE 

La filosofia come dialogo e cura dell’anima


Contesto

  • Vive ad Atene (469–399 a.C.)

  • Periodo di crisi politica e culturale

  • Si oppone al relativismo dei sofisti → per lui la verità esiste e va cercata

  • Condannato a morte con accuse di:

    • empietà (non onorare gli dei)

    • corruzione dei giovani

--> Muore bevendo la cicuta → simbolo di coerenza morale.



Missione di Socrate

Socrate non insegna nozioni:
--> vuole svegliare le persone, farle riflettere su:

  • cos’è il bene

  • cos’è la giustizia

  • cos’è la virtù

Dice di essere come un tafano: punge gli uomini per farli pensare.



Punto di partenza

“So di non sapere”

La vera sapienza è:

riconoscere la propria ignoranza

non 

credere di sapere senza sapere



 


Il metodo socratico

 IRONIA (fase negativa)

  • Finge di non sapere

  • Fa domande

  • L’altro si contraddice
    --> emerge la sua ignoranza

 MAIEUTICA (fase positiva)

  • Dal greco “arte della levatrice”

  • Socrate non trasmette sapere

  • Aiuta l’altro a “partorire” la verità che ha dentro

--> La verità nasce dal dialogo, non da una lezione.






La filosofia per Socrate

è uno stile di vita:

  • esaminare se stessi

  • non vivere in modo superficiale

  • cercare sempre il bene






Virtù = conoscenza (intellettualismo etico)

Socrate dice:

Chi conosce il bene, fa il bene.

Quindi:

  • il male nasce da ignoranza

  • nessuno sbaglia volontariamente

  • la virtù è sapere cosa è giusto fare

--> Morale = questione di ragione, non di istinto.



La virtù è unica

Coraggio, giustizia, temperanza ecc.
sono forme di un’unica cosa:

--> sapere cosa è bene fare nella situazione concreta





Cura dell’anima

Per Socrate l’uomo è soprattutto anima (vita interiore).

La cosa più importante non è:
- ricchezza
- successo
- potere

ma:
! rendere l’anima giusta e buona

--> Peggio della morte del corpo è la corruzione dell’anima.




Il “demone” (dáimon)

Voce interiore che:

  • non dice cosa fare

  • ma avverte quando non fare qualcosa

= coscienza morale.

Tuesday, 24 February 2026

PLATONE

 


PLATONE (427–347 a.C.)


Contesto


  • Nato ad Atene in famiglia aristocratica
  • Vive la crisi politica dopo la Guerra del Peloponneso
  • Evento importante: condanna a morte di Socrate (399 a.C.)


–>  Conclude che la politica è corrotta perché manca la vera conoscenza del bene.





Critica ai sofisti

Contro il relativismo sofistico:


  •  Non è vero che tutto è un opinione
  •  Non conta solo saper convincere
ma
  • Esiste una verità oggettiva
  • Esistono valori universali (giustizia, bene, virtù)


–> La crisi politica nasce dalla separazione tra potere e sapienza.




La filosofia come salvezza

Platone pensa che:


-> Solo la filosofia può riformare l’uomo

-> Solo chi conosce il bene può governare giustamente

-> La politica deve essere guidata dai filosofi


–> Ideale: filosofo-governante





Fondazione dell’Accademia

Nel 387 a.C. fonda l’Accademia ad Atene.


Caratteristiche:


  • Scuola filosofica e scientifica
  • Vita comunitaria
  • Studio di matematica, astronomia, filosofia
  • Formazione di futuri politici


Rimane attiva fino al 529 d.C. (chiusa da Giustiniano).





Forma delle opere: il dialogo

Platone scrive in forma di dialogo (come Socrate).



Perché?


  • La verità nasce dal confronto
  • Non è un sistema chiuso
  • Si cerca insieme, passo dopo passo





Nei dialoghi:


  • Si definiscono i concetti con precisione
  • Si usano domande e risposte brevi
  • Si ragiona in modo rigoroso






Il ruolo del mito

Platone usa il mito per:


  1. Spiegare idee difficili in modo più chiaro
  2. Parlare di realtà che la ragione fatica a dimostrare (anima, universo)


–> Il mito completa la filosofia.


Monday, 5 January 2026

GORGIA

GORGIA


    Gorgia, il difensore di Elena - StorieParallele.it


Vita

  • Gorgia nasce a Lentini, in Sicilia, tra il 485 e il 480 a.C.
  • Fu discepolo del filosofo Empedocle

  • Nel 427 a.C. giunge ad Atene:

    • come ambasciatore della sua città

    • per chiedere aiuti contro Siracusa

  • Ad Atene ottiene grande successo:

    • grazie alle sue straordinarie capacità oratorie

    • influenzando profondamente le scuole di retorica

  • Viaggia molto:

    • Delfi

    • Olimpia, dove tiene celebri orazioni

  • Muore molto anziano (forse a 109 anni):

    • in Tessaglia, presso Giasone di Fere


Opere

  • Di Gorgia ci restano solo frammenti

  • Tra le opere più importanti ricordiamo:

    • Intorno al non ente o intorno alla natura

    • Encomio di Elena

    • Apologia di Palamede

--> Queste opere mostrano:

  • il suo scetticismo radicale

  • l’uso magistrale della retorica



La frattura tra linguaggio e realtà

  • Il relativismo dei valori implica:

    • la possibilità di più punti di vista

    • su uno stesso fatto o avvenimento

  • Se un’azione può apparire:

    • buona per alcuni

    • cattiva per altri
      allora è possibile costruire più discorsi sulla stessa cosa

--> Qui emerge una grande novità filosofica:

  • realtà e linguaggio non coincidono più

  • tra fatti e interpretazioni si apre una frattura insanabile

  • A differenza di Parmenide:

    • il linguaggio non coincide con l’essere



Il radicalismo di Gorgia

  • Gorgia porta il relativismo alle estreme conseguenze

  • Il discorso è:

    • sganciato da ogni verità universale

    • l’unico vero strumento a disposizione dell’uomo

  • Celebre affermazione:

    «La parola è una potente signora»

  • La parola:

    • non rappresenta la realtà

    • ma possiede una forza conquistatrice



Lo scetticismo metafisico

Gorgia elabora una forma di scetticismo radicale, secondo cui:

  1. Nulla esiste

    • perché l’essere implica contraddizioni logiche

  2. Se anche qualcosa esistesse

    • non potremmo conoscerlo

    • il pensiero non rispecchia la realtà

  3. Se anche fosse conoscibile

    • non sarebbe comunicabile

    • le parole sono di natura diversa dalle cose

--> Conseguenza:

  • non esiste una verità oggettiva

  • la credibilità dipende dalla forza persuasiva del linguaggio



Il linguaggio come illusione e potere

  • Tra parole e cose si consuma una frattura definitiva

  • Il linguaggio:

    • non rappresenta la realtà

    • ma ha il potere di persuadere

  • È:

    • un gioco (illusione)

    • una forza che affascina e domina

    • uno strumento che influenza emozioni e giudizi




Una visione tragica dell’esistenza

  • La filosofia di Gorgia esprime una concezione tragica della vita

  • L’esistenza è:

    • irrazionale

    • misteriosa

  • Gli uomini:

    • non sono pienamente liberi

    • sono soggiogati da:

      • fato

      • caso

      • passioni

      • potere delle parole

--> Viene meno l’ottimismo razionale della filosofia precedente



L’Encomio di Elena

  • L’Encomio di Elena è un capolavoro di retorica

  • Obiettivo:

    • dimostrare l’innocenza di Elena

  • Elena può aver agito:

    1. per volontà degli dei o della necessità

    2. per violenza fisica

    3. per persuasione delle parole

    4. per passione amorosa

  • Nel terzo caso:

    • le parole agiscono come droghe

    • stregano l’animo e annullano la libertà

--> Conclusione:

  • Elena non è responsabile

  • perché privata del libero arbitrio



Attualità del pensiero sofistico

  • I temi di Gorgia sono ancora attuali:

    • importanza dell’apparire

    • potere della comunicazione

    • consenso pubblico (politica, media)

  • Nella società dell’immagine:

    • spesso esistere equivale ad apparire

    • la realtà è ciò che viene narrato e percepito

--> Il messaggio sofistico:

  • l’uomo è misura di tutto

  • e il linguaggio costruisce il mondo che abitiamo

Sunday, 4 January 2026

PROTAGORA

PROTAGORA


Vita

  • Nasce ad Abdera, in Tracia, intorno al 490 a.C.

  • Si trasferisce ad Atene, dove entra in contatto con Pericle

  • Pericle gli affida un incarico importante:

    • elaborare la costituzione di Turi, colonia della Magna Grecia (444 a.C.)

  • Compie numerosi viaggi, tra cui uno in Sicilia

  • Tornato ad Atene:

    • viene accusato di empietà

    • probabilmente a causa dello scritto Sugli dei

  • È costretto a lasciare la città nel 411 a.C.

  • Muore durante un naufragio, c.a. fine V secolo a.C.


Opere

  • Non possediamo nessuna opera integra

  • La tradizione attribuisce a Protagora diversi scritti

Le opere più attendibili sono:

  • Le antilogie

  • La verità

  • In "Le antilogie" era probabilmente contenuto:

    • il testo "Sulla condizione dell’uomo"

    • noto attraverso il mito di Prometeo nel dialogo platonico Protagora

  • In "La verità" (sottotitolata Discorsi demolitori):

    • compariva il celebre frammento
      «L’uomo è misura di tutte le cose»



L’uomo come criterio di giudizio della realtà

  • Protagora è il sofista più originale e celebre per la sua eloquenza

  • La sua tesi fondamentale afferma che:

    • l’uomo è il criterio di giudizio della realtà

Interpretazioni del termine “uomo”

  1. Individuo singolo

    • le cose appaiono diverse a seconda del punto di vista soggettivo

    • ciò che è buono per uno può essere cattivo per un altro

  2. Genere umano

    • la realtà è percepita in base alla struttura mentale umana

    • diversa, ad esempio, da quella animale

  3. Popolo o civiltà

    • le valutazioni dipendono dalle tradizioni e dalle convinzioni collettive

    • si tratta di relativismo culturale

--> Probabilmente Protagora considerava complementari queste prospettive



Il relativismo protagoreo

  • Non esiste una verità assoluta, valida per tutti

  • La verità è sempre:

    • relativa a chi giudica

    • legata a un determinato contesto

  • Non esistono:

    • leggi naturali universali

    • valori morali validi ovunque

  • Morale, leggi e religione:

    • sono il prodotto delle tradizioni storiche

    • delle abitudini dei popoli


-->  Tuttavia, Protagora non è scettico:

  • non nega la conoscenza

  • sostiene che ogni sapere va rapportato:

    • al soggetto

    • alla comunità di appartenenza

  • Il suo pensiero è una forma di umanismo:

    • l’uomo è sempre il punto di riferimento del giudizio





Il potere della parola

  • L’assenza di verità assolute:

    • non elimina la possibilità di scegliere criteri di giudizio

  • Per Protagora il criterio è:

    • l’utile

    • ciò che è ritenuto vantaggioso per il singolo e per la comunità



  • La parola diventa lo strumento principale:
  • per confrontare le opinioni

  • per raggiungere il consenso

  • per costruire decisioni condivise

  • Esiste però un rischio:

    • che la parola diventi strumento di potere dei più forti

  • Per questo Protagora insiste:

    • sul benessere della pólis

    • come obiettivo fondamentale



Retorica e metodo dell’antilogia

  • Secondo Aristotele, Protagora insegnava a:

    • «rendere più forte l’argomento più debole»

  • Questa affermazione è stata spesso interpretata negativamente

  • In realtà:

    • Protagora mira all’utilità comune

  • Egli insegna la retorica:

    • arte di persuadere con un linguaggio chiaro ed efficace

  • Il suo metodo è quello dell’antilogia:

    • su ogni questione esistono:

      • argomenti a favore

      • argomenti contrari

  • L’obiettivo è:

    • saper sostenere le posizioni utili alla società

    • rendendo persuasive anche tesi inizialmente “deboli”

--> In questo senso il metodo valorizza:

  • il dialogo

  • la comunità

  • la responsabilità politica



 La politica come “tecnica di tutte le tecniche”

  • Nel dialogo platonico "Protagora":

    • la civiltà è vista come progresso grazie alle tecniche

  • Le tecniche permettono:

    • di trasformare la natura

    • ma non bastano alla sopravvivenza umana

  • È necessaria una tecnica superiore:

    • la politica

    • definita «tecnica di tutte le tecniche»

  • Secondo il mito di Prometeo:

    • la virtù politica deve appartenere a tutti

--> È una svolta fondamentale:

  • la cultura non è più:

    • elitistica

    • riservata a pochi

  • Tutti gli uomini:

    • possiedono la virtù politica

    • possono perfezionarla con l’educazione

  • Questo principio è alla base:

    • della democrazia di Pericle



      Primi passi sulla via iniziatica - "L'uomo è misura di tutte le cose" è la  famosa affermazione del filosofo greco Protagora di Abdera (486 a.C - 411  a.C.) che ci ricorda che

SOCRATE

SOCRATE  La filosofia come dialogo e cura dell’anima Contesto Vive ad  Atene (469–399 a.C.) Periodo di crisi politica e culturale Si oppone ...