PROTAGORA
Vita
Nasce ad Abdera, in Tracia, intorno al 490 a.C.
Si trasferisce ad Atene, dove entra in contatto con Pericle
Pericle gli affida un incarico importante:
elaborare la costituzione di Turi, colonia della Magna Grecia (444 a.C.)
Compie numerosi viaggi, tra cui uno in Sicilia
Tornato ad Atene:
viene accusato di empietà
probabilmente a causa dello scritto Sugli dei
È costretto a lasciare la città nel 411 a.C.
Muore durante un naufragio, c.a. fine V secolo a.C.
Opere
Non possediamo nessuna opera integra
La tradizione attribuisce a Protagora diversi scritti
Le opere più attendibili sono:
Le antilogie
La verità
In "Le antilogie" era probabilmente contenuto:
il testo "Sulla condizione dell’uomo"
noto attraverso il mito di Prometeo nel dialogo platonico Protagora
In "La verità" (sottotitolata Discorsi demolitori):
compariva il celebre frammento
«L’uomo è misura di tutte le cose»
L’uomo come criterio di giudizio della realtà
Protagora è il sofista più originale e celebre per la sua eloquenza
La sua tesi fondamentale afferma che:
l’uomo è il criterio di giudizio della realtà
Interpretazioni del termine “uomo”
Individuo singolo
le cose appaiono diverse a seconda del punto di vista soggettivo
ciò che è buono per uno può essere cattivo per un altro
Genere umano
la realtà è percepita in base alla struttura mentale umana
diversa, ad esempio, da quella animale
Popolo o civiltà
le valutazioni dipendono dalle tradizioni e dalle convinzioni collettive
si tratta di relativismo culturale
--> Probabilmente Protagora considerava complementari queste prospettive
Il relativismo protagoreo
Non esiste una verità assoluta, valida per tutti
La verità è sempre:
relativa a chi giudica
legata a un determinato contesto
Non esistono:
leggi naturali universali
valori morali validi ovunque
Morale, leggi e religione:
sono il prodotto delle tradizioni storiche
delle abitudini dei popoli
--> Tuttavia, Protagora non è scettico:
non nega la conoscenza
sostiene che ogni sapere va rapportato:
al soggetto
alla comunità di appartenenza
Il suo pensiero è una forma di umanismo:
l’uomo è sempre il punto di riferimento del giudizio
Il potere della parola
L’assenza di verità assolute:
non elimina la possibilità di scegliere criteri di giudizio
Per Protagora il criterio è:
l’utile
ciò che è ritenuto vantaggioso per il singolo e per la comunità
- La parola diventa lo strumento principale:
per confrontare le opinioni
per raggiungere il consenso
per costruire decisioni condivise
Esiste però un rischio:
che la parola diventi strumento di potere dei più forti
Per questo Protagora insiste:
sul benessere della pólis
come obiettivo fondamentale
Retorica e metodo dell’antilogia
Secondo Aristotele, Protagora insegnava a:
«rendere più forte l’argomento più debole»
Questa affermazione è stata spesso interpretata negativamente
In realtà:
Protagora mira all’utilità comune
Egli insegna la retorica:
arte di persuadere con un linguaggio chiaro ed efficace
Il suo metodo è quello dell’antilogia:
su ogni questione esistono:
argomenti a favore
argomenti contrari
L’obiettivo è:
saper sostenere le posizioni utili alla società
rendendo persuasive anche tesi inizialmente “deboli”
--> In questo senso il metodo valorizza:
il dialogo
la comunità
la responsabilità politica
La politica come “tecnica di tutte le tecniche”
Nel dialogo platonico "Protagora":
la civiltà è vista come progresso grazie alle tecniche
Le tecniche permettono:
di trasformare la natura
ma non bastano alla sopravvivenza umana
È necessaria una tecnica superiore:
la politica
definita «tecnica di tutte le tecniche»
Secondo il mito di Prometeo:
la virtù politica deve appartenere a tutti
--> È una svolta fondamentale:
la cultura non è più:
elitistica
riservata a pochi
Tutti gli uomini:
possiedono la virtù politica
possono perfezionarla con l’educazione
Questo principio è alla base:
della democrazia di Pericle



No comments:
Post a Comment