Monday, 5 January 2026

GORGIA

GORGIA


    Gorgia, il difensore di Elena - StorieParallele.it


Vita

  • Gorgia nasce a Lentini, in Sicilia, tra il 485 e il 480 a.C.
  • Fu discepolo del filosofo Empedocle

  • Nel 427 a.C. giunge ad Atene:

    • come ambasciatore della sua città

    • per chiedere aiuti contro Siracusa

  • Ad Atene ottiene grande successo:

    • grazie alle sue straordinarie capacità oratorie

    • influenzando profondamente le scuole di retorica

  • Viaggia molto:

    • Delfi

    • Olimpia, dove tiene celebri orazioni

  • Muore molto anziano (forse a 109 anni):

    • in Tessaglia, presso Giasone di Fere


Opere

  • Di Gorgia ci restano solo frammenti

  • Tra le opere più importanti ricordiamo:

    • Intorno al non ente o intorno alla natura

    • Encomio di Elena

    • Apologia di Palamede

--> Queste opere mostrano:

  • il suo scetticismo radicale

  • l’uso magistrale della retorica



La frattura tra linguaggio e realtà

  • Il relativismo dei valori implica:

    • la possibilità di più punti di vista

    • su uno stesso fatto o avvenimento

  • Se un’azione può apparire:

    • buona per alcuni

    • cattiva per altri
      allora è possibile costruire più discorsi sulla stessa cosa

--> Qui emerge una grande novità filosofica:

  • realtà e linguaggio non coincidono più

  • tra fatti e interpretazioni si apre una frattura insanabile

  • A differenza di Parmenide:

    • il linguaggio non coincide con l’essere



Il radicalismo di Gorgia

  • Gorgia porta il relativismo alle estreme conseguenze

  • Il discorso è:

    • sganciato da ogni verità universale

    • l’unico vero strumento a disposizione dell’uomo

  • Celebre affermazione:

    «La parola è una potente signora»

  • La parola:

    • non rappresenta la realtà

    • ma possiede una forza conquistatrice



Lo scetticismo metafisico

Gorgia elabora una forma di scetticismo radicale, secondo cui:

  1. Nulla esiste

    • perché l’essere implica contraddizioni logiche

  2. Se anche qualcosa esistesse

    • non potremmo conoscerlo

    • il pensiero non rispecchia la realtà

  3. Se anche fosse conoscibile

    • non sarebbe comunicabile

    • le parole sono di natura diversa dalle cose

--> Conseguenza:

  • non esiste una verità oggettiva

  • la credibilità dipende dalla forza persuasiva del linguaggio



Il linguaggio come illusione e potere

  • Tra parole e cose si consuma una frattura definitiva

  • Il linguaggio:

    • non rappresenta la realtà

    • ma ha il potere di persuadere

  • È:

    • un gioco (illusione)

    • una forza che affascina e domina

    • uno strumento che influenza emozioni e giudizi




Una visione tragica dell’esistenza

  • La filosofia di Gorgia esprime una concezione tragica della vita

  • L’esistenza è:

    • irrazionale

    • misteriosa

  • Gli uomini:

    • non sono pienamente liberi

    • sono soggiogati da:

      • fato

      • caso

      • passioni

      • potere delle parole

--> Viene meno l’ottimismo razionale della filosofia precedente



L’Encomio di Elena

  • L’Encomio di Elena è un capolavoro di retorica

  • Obiettivo:

    • dimostrare l’innocenza di Elena

  • Elena può aver agito:

    1. per volontà degli dei o della necessità

    2. per violenza fisica

    3. per persuasione delle parole

    4. per passione amorosa

  • Nel terzo caso:

    • le parole agiscono come droghe

    • stregano l’animo e annullano la libertà

--> Conclusione:

  • Elena non è responsabile

  • perché privata del libero arbitrio



Attualità del pensiero sofistico

  • I temi di Gorgia sono ancora attuali:

    • importanza dell’apparire

    • potere della comunicazione

    • consenso pubblico (politica, media)

  • Nella società dell’immagine:

    • spesso esistere equivale ad apparire

    • la realtà è ciò che viene narrato e percepito

--> Il messaggio sofistico:

  • l’uomo è misura di tutto

  • e il linguaggio costruisce il mondo che abitiamo

Sunday, 4 January 2026

PROTAGORA

PROTAGORA


Vita

  • Nasce ad Abdera, in Tracia, intorno al 490 a.C.

  • Si trasferisce ad Atene, dove entra in contatto con Pericle

  • Pericle gli affida un incarico importante:

    • elaborare la costituzione di Turi, colonia della Magna Grecia (444 a.C.)

  • Compie numerosi viaggi, tra cui uno in Sicilia

  • Tornato ad Atene:

    • viene accusato di empietà

    • probabilmente a causa dello scritto Sugli dei

  • È costretto a lasciare la città nel 411 a.C.

  • Muore durante un naufragio, c.a. fine V secolo a.C.


Opere

  • Non possediamo nessuna opera integra

  • La tradizione attribuisce a Protagora diversi scritti

Le opere più attendibili sono:

  • Le antilogie

  • La verità

  • In "Le antilogie" era probabilmente contenuto:

    • il testo "Sulla condizione dell’uomo"

    • noto attraverso il mito di Prometeo nel dialogo platonico Protagora

  • In "La verità" (sottotitolata Discorsi demolitori):

    • compariva il celebre frammento
      «L’uomo è misura di tutte le cose»



L’uomo come criterio di giudizio della realtà

  • Protagora è il sofista più originale e celebre per la sua eloquenza

  • La sua tesi fondamentale afferma che:

    • l’uomo è il criterio di giudizio della realtà

Interpretazioni del termine “uomo”

  1. Individuo singolo

    • le cose appaiono diverse a seconda del punto di vista soggettivo

    • ciò che è buono per uno può essere cattivo per un altro

  2. Genere umano

    • la realtà è percepita in base alla struttura mentale umana

    • diversa, ad esempio, da quella animale

  3. Popolo o civiltà

    • le valutazioni dipendono dalle tradizioni e dalle convinzioni collettive

    • si tratta di relativismo culturale

--> Probabilmente Protagora considerava complementari queste prospettive



Il relativismo protagoreo

  • Non esiste una verità assoluta, valida per tutti

  • La verità è sempre:

    • relativa a chi giudica

    • legata a un determinato contesto

  • Non esistono:

    • leggi naturali universali

    • valori morali validi ovunque

  • Morale, leggi e religione:

    • sono il prodotto delle tradizioni storiche

    • delle abitudini dei popoli


-->  Tuttavia, Protagora non è scettico:

  • non nega la conoscenza

  • sostiene che ogni sapere va rapportato:

    • al soggetto

    • alla comunità di appartenenza

  • Il suo pensiero è una forma di umanismo:

    • l’uomo è sempre il punto di riferimento del giudizio





Il potere della parola

  • L’assenza di verità assolute:

    • non elimina la possibilità di scegliere criteri di giudizio

  • Per Protagora il criterio è:

    • l’utile

    • ciò che è ritenuto vantaggioso per il singolo e per la comunità



  • La parola diventa lo strumento principale:
  • per confrontare le opinioni

  • per raggiungere il consenso

  • per costruire decisioni condivise

  • Esiste però un rischio:

    • che la parola diventi strumento di potere dei più forti

  • Per questo Protagora insiste:

    • sul benessere della pólis

    • come obiettivo fondamentale



Retorica e metodo dell’antilogia

  • Secondo Aristotele, Protagora insegnava a:

    • «rendere più forte l’argomento più debole»

  • Questa affermazione è stata spesso interpretata negativamente

  • In realtà:

    • Protagora mira all’utilità comune

  • Egli insegna la retorica:

    • arte di persuadere con un linguaggio chiaro ed efficace

  • Il suo metodo è quello dell’antilogia:

    • su ogni questione esistono:

      • argomenti a favore

      • argomenti contrari

  • L’obiettivo è:

    • saper sostenere le posizioni utili alla società

    • rendendo persuasive anche tesi inizialmente “deboli”

--> In questo senso il metodo valorizza:

  • il dialogo

  • la comunità

  • la responsabilità politica



 La politica come “tecnica di tutte le tecniche”

  • Nel dialogo platonico "Protagora":

    • la civiltà è vista come progresso grazie alle tecniche

  • Le tecniche permettono:

    • di trasformare la natura

    • ma non bastano alla sopravvivenza umana

  • È necessaria una tecnica superiore:

    • la politica

    • definita «tecnica di tutte le tecniche»

  • Secondo il mito di Prometeo:

    • la virtù politica deve appartenere a tutti

--> È una svolta fondamentale:

  • la cultura non è più:

    • elitistica

    • riservata a pochi

  • Tutti gli uomini:

    • possiedono la virtù politica

    • possono perfezionarla con l’educazione

  • Questo principio è alla base:

    • della democrazia di Pericle



      Primi passi sulla via iniziatica - "L'uomo è misura di tutte le cose" è la  famosa affermazione del filosofo greco Protagora di Abdera (486 a.C - 411  a.C.) che ci ricorda che

I SOFISTI

I SOFISTI

La svolta umanistica

  • I sofisti introducono una rivoluzione umanistica nella filosofia

  • Spostano l’indagine:

    • dalla natura e dal cosmo

      --->

    • all’uomo e alla società



















I loro temi principali sono:

  • linguaggio

  • politica

  • leggi

  • educazione

--> inversione rispetto ai filosofi precedenti, concentrati sulla ricerca del principio originario della natura.


Chi sono i sofisti?

  • I sofisti sono considerati i primi insegnanti a pagamento

  • In Grecia si pagavano già:

    • medici, poeti ...

      ! ma non gli insegnanti

  • Con i sofisti:

    • il sapere diventa un mestiere

    • l’insegnamento è finalizzato al successo politico

  • Essi viaggiano di città in città:

    • in cerca di discepoli

    • sviluppando una mentalità cosmopolita (apertura mentale)

    • consapevole della pluralità di usi e credenze





Il significato del termine “sofista”

  • In origine “sofista” significava sapientissimo

  • Oggi il termine ha un’accezione negativa:

    • artificioso

    • non autentico

    • affettato

  • Questa connotazione deriva dalle critiche dei filosofi successivi, in particolare:

    • Platone

    • Aristotele


La trasmissione problematica delle opere

  • Platone e Aristotele criticarono soprattutto:

    • i sofisti dell’ultima fase ( che erano meno originali dei maestri)

  • Per questo motivo:

    • le opere dei sofisti non furono conservate

    • non possediamo testi completi

  • Restano solo:

    • frammenti

    • testimonianze indirette

--> Ciò rende difficile l’interpretazione, anche se gli studiosi moderni hanno parzialmente ricostruito il loro pensiero.


Sofisti maggiori e minori

  • È necessario distinguere tra:

Sofisti principali

  • Protagora

  • Gorgia

  • Prodico

  • Ippia

  • Antifonte

--> A loro si devono i risultati più importanti della sofistica.

Sofisti minori

  • gli eristi, che rappresentano la decadenza del movimento



IL PROGETTO EDUCATIVO DEI SOFISTI

Il contesto ateniese

  • I sofisti operano nell’Atene democratica del V secolo

  • Ambiente:

    • critico

    • aperto al dibattito

    • antitradizionalista

  • Essi utilizzano la ragione in modo libero e radicale

Critica dei valori tradizionali

  • I sofisti mettono in discussione:

    • credenze tradizionali

    • antichi valori

    • pregiudizi consolidati

  • Il sapere diventa:

    • il fondamento della virtù


La nuova virtù

  • Non più virtù guerriera aristocratica

    ma

  • Virtù adatta alla vita democratica

Consiste nella capacità di:

  • vivere in società

  • partecipare ai dibattiti pubblici

  • convincere gli altri

  • prendere decisioni condivisibili


Linguaggio ed educazione

  • Il linguaggio è lo strumento fondamentale:

    • per parlare in pubblico

    • difendere i propri interessi

    • dare e chiedere ragioni

  • I sofisti formano i giovani:

    • all’arte politica

    • con un sapere pratico e operativo

  • Poiché non esiste una verità assoluta:

    • è possibile individuare verità condivise

    • sostenute da argomentazioni persuasive


 

GLI SVILUPPI DELLA SOFISTICA

Dopo Gorgia: il linguaggio come unico strumento

  • Con Gorgia la sofistica arriva a esiti nichilistici:

    • non esiste una verità oggettiva

    • non esistono neppure conoscenze condivise utili alla comunità

  • Il linguaggio è:

    • completamente sganciato dalla realtà

    • valutato solo per la sua forza persuasiva

  • L’ascoltatore è visto come:

    • passivo

    • facilmente influenzabile




Prodico di Ceo e l’arte dei sinonimi

  • Prodico nasce tra il 470 e il 460 a.C.

  • È:

    • oratore politico

    • educatore

  • Tra i suoi allievi:

    • Euripide

    • Isocrate

    • forse Socrate

Il linguaggio e l’etimologia

  • Studia l’etimologia:

    • origine e significato dei termini

  • Ritiene che le parole abbiano:

    • origine convenzionale

    • nascano da accordi tra gli uomini

  • Attraverso la storia delle parole:

    • si può ricostruire la civiltà dei popoli

L’arte dei sinonimi

  • Prodico sviluppa un’accurata distinzione tra sinonimi

  • Obiettivo:

    • cogliere le sfumature di significato

    • mostrare un legame originario tra nome e cosa

--> Il mondo umano è visto come:

  • prodotto della cultura

  • risultato di un processo simbolico


Ippia e Antifonte: natura e legge

  • Tema centrale:

    • origine delle leggi

    • rapporto tra natura e legge positiva

  • Ippia e Antifonte sostengono:

    • la superiorità della legge di natura

    • universale e uguale per tutti

  • Le leggi degli Stati:

    • sono mutevoli

    • creano disuguaglianze

  • Secondo Antifonte:

    • per natura tutti gli uomini sono uguali

    • le differenze (greci/barbari, nobili/plebei) sono artificiali

--> Visione fortemente umanitaria, ancora attuale nel tema dei diritti umani.



Trasimaco: la legge come strumento del potere

  • Trasimaco appartiene ai sofisti politici

  • Tesi radicale:

    • le leggi servono gli interessi dei più forti

    • «il giusto è l’utile del potente»

  • La giustizia:

    • non è universale

    • è un’invenzione delle classi dominanti









Dalla retorica all’eristica

  • Nel IV secolo a.C. la sofistica entra in crisi

  • Gli epigoni (ex. EutidemoDionisiodoro) trasformano la retorica in:

    • eristica = arte di vincere la disputa

  • Caratteristiche dell’eristica:

    • argomentazioni capziose

    • disinteresse per la verità

    • assenza di valori morali

--> Risultato:

  • impoverimento del pensiero filosofico

  • perdita del legame tra sapere, verità e vita civile

SOCRATE

SOCRATE  La filosofia come dialogo e cura dell’anima Contesto Vive ad  Atene (469–399 a.C.) Periodo di crisi politica e culturale Si oppone ...